Xylella: si modifica la legge regionale


Le modifiche alla legge regionale in materia di “Gestione della batteriosi xylella fastidiosa”, oggetto di audizione in Commissione agricoltura, mirano a tutelare gli ulivi secolari o aventi carattere di monumentalità, prima della loro definitiva eradicazione, mediante la procedura facoltativa esercitata dal proprietario attraverso l’applicazione di misure fitosanitarie alternative e di controllo del vettore.

Altra modifica va ad agevolare l’attività del rimpianto nell’area infetta concedendo una deroga alle vigenti disposizioni normative e regolamentari in materia di vincoli forestali, ambientali, idrogeologici e paesaggistici, da applicare alle proposte di interventi di estirpazione di olivi riconosciuti infetti da xylella, che prevedano la ricostituzione del patrimonio olivicolo, con il contestuale impianto sulla medesima particella, di almeno un pari numero di piante di olivo di varietà riconosciuta resistente.

Un’altra proposta di emendamento invece va a tutelare l’attività dei vivai e dei poli vivaistici presenti nelle zone delimitate.

A tal proposito si sono espresse le Associazioni agricole Copagri, CIA Puglia, Coldiretti e Confagricoltura, Lega Coop e FLAI Cgil. Da parte loro sono state accolte positivamente le proposte di modifica e ritenute necessarie, data la difficoltà ad utilizzare la legge regionale vigente, per intervenire nelle situazioni di emergenza che il settore agricolo si trova a dover affrontare.

In particolare, secondo Copagri, si ritiene improprio procedere con legge alla deroga sugli abbattimenti di piante infette, semmai tale deroga potrebbe essere autorizzata solo dalla Autorità Fitosanitaria comunitaria. Mentre si ritiene opportuno, adottare un piano di monitoraggio puntuale e di contrasto al vettore, a tutela della Piana degli ulivi secolari.

A parere di Confagricoltura, la proposta di modifica deve prevedere non solo la ricostruzione del patrimonio olivicolo, ma una riconversione totale dell’azienda sia con colture legnose di ogni specie sia con quelle erbacee. È stato chiesto inoltre di poter eliminare l’obbligo del reimpianto sulla stessa particella e proposto che possa essere effettuato su un terreno appartenente allo stesso fascicolo aziendale anche in comuni diversi.

È stato infine evidenziato il mancato riferimento nel testo della possibilità di avviare richieste di cofinanziamento ai sensi del Regolamento CE 1040/2002, che prevede la possibilità per gli stati membri di formulare annualmente un programma di lotta fitosanitaria, cofinanziato al 50% dalla Commissione.

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