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VISIONE COMUNE, RISANAMENTO IDROGEOLOGICO: UN IMPEGNO CHE DEVE CONTINUARE.

Colpiscono molto le immagini che arrivano dall’Emilia Romagna, immagini che mostrano la fragilità e l’impotenza dell’uomo di fronte alla natura in rivolta. Intere città gravemente danneggiate in tutti i settori e gli aspetti della vita, che dovranno dare ora inizio a una lunga stagione di ripresa e ricostruzione.

L’entità del cambiamento climatico richiede di aumentare le politiche di adattamento efficaci. Oramai, possiamo vivere solamente in maniera sostenibile ed in piena sinergia con l’ambiente ed invece, ancora oggi, quando si parla di limitare il consumo di suolo ci si scontra con forti opposizioni e deboli leggi.

Anche a Martina, se pure fortunatamente in maniera più limitata, siamo stati investiti nel recente passato da “bombe d’acqua”. Dopo anni di incuria e di permessi a costruire “leggeri”, ma forse sarebbe più opportuno dire “galleggianti” visto che alcuni di questi sono stati rilasciati su dei corsi d’acqua e che in alcuni casi hanno portato il Comune a risarcire i proprietari, il tema del sottosuolo, del risanamento idrogeologico e della canalizzazione delle acque, è diventato centrale nella nostra Città.

Numerosi sono stati gli interventi fatti dal 2012, tutti molto complessi, ma che sono il frutto di un determinato indirizzo politico e una precisa impostazione amministrativa, senza la quale, oggi, il territorio si troverebbe in condizioni più fragili.

Ricordiamo:

- la ripresa dei lavori dell’impianto per la raccolta delle acque meteoriche in via Leone XXIII (angolo Via Taranto) dove c’era un cantiere abbandonato per il fallimento della ditta appaltatrice. Oggi abbiamo un sistema funzionante e un parco giochi;

- la messa in sicurezza di un tratto del muro di contenimento di via De Gasperi a rischio frane, del ponte sottostante, allargato e rivestito in pietra, e con un sistema di caditoie per la captazione delle acque, allontanate e convogliate nel depuratore su via Ostuni;

- l’intervento nell’area ad alta pericolosità idraulica che conosciamo come Votano, dove sono state realizzate opere di sistemazione idraulica necessarie a raccogliere le acque trattate e depurate nella grande vasca a monte ove confluiscono le acque meteoriche relative ad una vasta area dell'abitato, ivi compreso un versante del centro storico, l'area del “Votano”, Via Mottola, Via della Resistenza e Via Alberobello. L’intervento del Votano si completa con un ulteriore sistema depurazione in via Alberobello dove confluiscono le acque che ruscellano su via Mottola e su Via della Resistenza intercettate con caditoie e tubi di grossa portata interrati;


- Il progetto di sistemazione di Piazza Mario Pagano, oltre a realizzare un parcheggio interrato e a raso e una piazza per la socialità prevede la captazione e la canalizzazione delle acque rivenienti dalla stessa piazza e di un altro versante del Centro Storico verso i sistemi di depurazione e smaltimento del Votano e di via Alberobello. In tal modo sarà risolto l’annoso problema della cascata della scalinata di San Francesco su via Mottola;

- l’intervento per la realizzazione di un sistema di raccolta, trattamento e riutilizzo delle acque piovane fra via Alessandro Fighera, viale dei Lecci e viale Stazione. Questo progetto, già in esecuzione, risolve l’indecorosa, oltre che pericolosa, situazione in cui versa la nostra Stazione ferroviaria quando si verificano piogge abbondanti;

- da ultimo l’intervento di Piazza della Sanità che prevede unitamente alla realizzazione della piazza e del parco giochi una vasca nel sottosuolo per la raccolta e regimentazione delle acque, l’intervento finanziato a gennaio del 2022 per 2,750 milioni di euro con fondi PNRR partirà nei prossimi mesi.

Va inoltre ricordato il ruolo svolto dal nostro Comune nel facilitare le soluzioni che hanno riguardato il depuratore delle acque reflue della Città. Attraverso l’adozione degli atti amministrativi necessari per realizzare le trincee drenanti, spesso a torto osteggiate, e l’ampliamento dell’impianto, sarà possibile attraverso una rete di distribuzione il riutilizzo delle acque affinate per l’irrigazione nell’agro. Opera già finanziata per 5 milioni dalla Regione e in procinto di essere appaltata dall’Autorità Idrica Pugliese, responsabile del procedimento.

Accanto a questi interventi, consistenti in importanti opere pubbliche, va ricordato il lavoro svolto dall’Ufficio di Piano, nell’ambito della redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale, che ha raggiunto l’obiettivo del Piano di Assetto Idraulico, approvato con decreto dell'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale. Il Piano, nelle more dell’adozione del PUG, è già operante con rilevanti effetti nella gestione e uso del nostro territorio (permessi a costruire, Scia, Cila, ecc), atteso che, tramite questo strumento sono state perimetrate esattamente le aree a reale pericolosità idraulica della Città. Una semplificazione importantissima dei procedimenti amministrativi.

Per il presente e il futuro, con l’attuale Amministrazione dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione, dando priorità a due ulteriori luoghi che necessitano di interventi di risanamento idrogeologico: via delle Arti e Montetullio, per i quali occorre dotarsi a stretto giro di progetti avanzati da candidare non appena si presenterà l’occasione di un finanziamento.

Una grande opportunità, ad esempio, può essere rappresentata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che in totale finanzia gli interventi sul dissesto idrogeologico per circa due miliardi e mezzo di euro.


Infine, per questa tematica, ci piace ricordare con affetto la figura dell’ing. Lino Schiavone, stimato e brillante professionista della nostra terra, mancato due anni fa, che tanto in questi anni ci ha consigliato nella visione più complessiva delle opere a farsi. Opere che, benché non visibili, rispondono ad una essenziale esigenza di sicurezza per i cittadini.



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