PUGLIA: DATI INFORTUNI COVID, CISL:"BENE PROTOCOLLI DI SICUREZZA MA NON ABBASSARE LA GUARDIA"

Il segretario regionale ANTONIO CASTELLUCCI: "buon lavoro dell’Inail, adesso rilanciare una forte campagna di prevenzione"



I dati sulle denunce da Covid-19 del monitoraggio Inail sul 2020 rappresentano inequivocabilmente le criticità di quanto abbiamo vissuto e sofferto come Paese e come regione, nei luoghi di lavoro nel corso dello scorso anno con la pandemia. Il virus ha colpito in particolare gli operatori sanitari delle strutture pubbliche e private, i lavoratori che operano in front-office, alla cassa, addetti alle vendite, il personale non sanitario all’interno degli ospedali con mansioni tecniche, di supporto, di pulizie, gli operatori del trasporto 118 e tutti coloro che lavorano a vario titolo in questo comparto.

Le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 in Puglia al 31 dicembre 2020 erano 4.426 a fronte del totale nazionale di 131.090. In Puglia quindi si è concentrato il 3,4% dei casi, dei quali 23 hanno avuto esito mortale (5,4%), mentre a livello nazionale i casi mortali sul totale delle denunce sono stati 423.

L’analisi per mese in Puglia ha visto novembre come quello più critico per le denunce, concentrando oltre 1/3 (34,1%) dei 4.426 casi pervenuti dall’inizio dell’epidemia, seguito da marzo, ottobre e dicembre. L’andamento regionale dei contagi denunciati è analogo a quello nazionale ma ne differisce per intensità: inferiore alla media italiana in occasione della prima ondata, superiore nella seconda già a partire dal mese di settembre.

È stato un anno difficilissimo per lavoratori e imprese che grazie al Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 marzo 2020 ha prodotto un argine al potenziale esito peggiore rispetto ai contagi. Protocollo replicato e declinato sui territori, in modo capillare, grazie alla collaborazione con tutte le prefetture, le forze dell’ordine, i comitati aziendali, territoriali, con il coinvolgimento degli RLST e dei rappresentanti delle parti sociali a livello territoriale o settoriale.