PARCHI DIVERTIMENTO, CAROLI : NESSUN BANDO AD HOC PER IL SETTORE

LA REGIONE HA MESSO TUTTO NEL CALDERONE BANDI TURISMO-CULTURA E MOLTE AZIENDE SONO RIMASTE FUORI


“Francamente non riesco a comprendere come mai la Regione Puglia, ricevuti ad agosto scorso (sei mesi fa) circa 1,4 milioni di euro da destinare come ristori a favore dei parchi tematici, acquari, geologici e giardino zoologico, decida di metterli nel calderone delle misure Turismo 2.0 e Cultura 2.0, dove peraltro non sono previsti i codici ATECO di alcuni dei più importanti Parchi divertimento pugliesi. Nel resto dell’Italia, ad esempio nella Regione Lombardia, è stato emanato un bando ad hoc e la Regione stessa ha già provveduto a liquidare ai Parchi lombardi i contributi a fondo perduto senza vincolo di rendicontazione.

“Oggi in Sesta Commissione, invece, siamo stati messi di fronte a un altro metodo seguito dalla Regione, decisamente meno efficace visto che l’audizione del nuovo assessore al Turismo, Lopane, e del direttore del Dipartimento, Patruno, non ha fatto chiarezza sull’interrogativo suddetto. Quantomeno, per?, è servita a sollecitare l’Assessorato a indire a breve un nuovo bando, con la restante parte dei fondi (hanno promesso dai 600 agli 800 mila euro) solo ed esclusivamente per coloro che erano i destinatari di quegli 1,4 milioni di euro stanziati dal Governo. Primi fra tutti quelli con un codice ATECO esclusi dagli altri Bandi.

“E’ bene ricordare che in Puglia ci sono nove imprese che attirano turisti anche da fuori della Puglia e sono delle eccellenze del settore come lo Zoosafari/Fasanolandia di Fasano. Ma anche i Parchi Acquatici sono punti di riferimento del divertimento pugliese: Carrisiland Resort a Cellino San Marco, Aquapark Egnazia a Monopoli, Acqua Splash 2008 ad Alberobello, Acquapark Di Palma Sport Club a Bari, Tsunami Parco Acquatico a Francavilla Fontana, Splash Parco Acquatico Litoranea Santa Maria al Bagno a Gallipoli, Acquafantasy Parco Acquatico a Lesina Marina, Acqua Park Ippocampo a Manfredonia.

“Per intenderci sull’importanza anche occupazionale del settore, allo Zoosafari, realtà che conosco da vicino, lavorano in modo stabile 140 persone, che d’estate arrivano a 400. Attualmente il Parco è praticamente senza fruitori, se solo si tiene conto che da due anni vengono a mancare le scolaresche. I ristori promessi dal governo e non concessi dalla Regione non sono un contributo aggiuntivo, sono ESSENZIALI per la sopravvivenza. Ma l’Assessorato al Turismo se la prende con comodo.”