MARTINA FRANCA, SOCIETA' ARTIGIANA: VERNISSAGE DELL'OPERA REALIZZATA DA FRANCESCO LADDOMADA


Giovedì 16 giugno p.v. alle ore 18:30 si terrà il vernissage dell'opera realizzata dall'artista Francesco Laddomada nella Sala Quarto Stato dell'Associazione Artigiana di Mutuo Soccorso di Martina Franca (Piazza Plebiscito).

Il presidente del sodalizio mutualistico, avvocato Luca Conserva, ha voluto far riprodurre nella detta sala gli eventi salienti della storia di Martina, tra i quali la trattativa intercorsa tra i martinesi e il capitano Fabrizio Maramaldo il 16 giugno 1529.

Si tratta, invero, della ricostruzione epico-leggendaria della venuta a Martina dei fanti italiani del detto capitano al soldo del viceré di Napoli in una fase di tregua della Guerra di Lautrech, che contrappose gli Spagnoli ai Francesi e ai Veneziani alleati di questi ultimi per il predominio nel regno meridionale.

Le truppe venute a Martina non erano affatto i Cappelletti, ossia i cavalleggeri al servizio della Repubblica di Venezia, alleata dei francesi, stanziati nella piazzaforte di Monopoli.

L'evento, invero, è stato travisato da tutti gli storici e gli storiografi martinesi dal Settecento al Novecento per sostenere il continuo patrocinio di San Martino su Martina.

La verità storica di quanto avvenuto è stata ricostruita da Giovanni Liuzzi nel 1990, rilevando che i fanti erano venuti a Martina per rivendicare il legittimo diritto di stanza, ossia di essere alloggiati in città fino alla ripresa delle operazioni belliche sotto le mura di Monopoli.

L'evento leggendario riguardante il presunto assedio dei Cappelletti sarà preceduto dagli indirizzi di saluto dell’avvocato Luca Conserva e di Domenico Blasi, direttore del Gruppo Umanesimo della Pietra; seguirà la relazione dello storico Giovanni Liuzzi, mentre la scrittrice Annapaola Digiuseppe leggerà i versi del poema agiografico Vita di San Martino (1602) del martinese Cito de’ Citi, il quale per primo ha narrato la vicenda.

Il poeta, infatti, ha descritto enfaticamente e in chiave tragica il presunto assedio a opera di Fabrizio Maramaldo, facendo intendere che questi fosse al servizio dei Veneziani, e da ciò gli storici successivi hanno inteso individuare gli armati giunti a Martina come Cappelletti, che peraltro avevano già assaltato e saccheggiato la vicina Noci.

Cito de Citi narra che Maramaldo rifiutò ogni patteggiamento e s’abbandonò a feroci rappresaglie, ma alla fine la città venne salvata dall’apparire miracoloso di San Martino in armi su un superbo destriero, seguito da uno stuolo di cavalieri, che mise in fuga i feroci assedianti.