La cozza nera tarantina diventa presidio Slow Food, Melucci: «È l’inizio di un riscatto»


Le cozze sono il sapore della nostra storia. Da generazioni ci riuniamo intorno a questo piatto e ci tramandiamo l’arte del loro allevamento, con tutto l’orgoglio di un popolo di mare.

Giovedì prossimo, all’assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, sarà presentato il “Presidio Slow Food della cozza nera tarantina”, al quale hanno già aderito decine di mitilicoltori: è un momento storico.

Con il presidio, per la prima volta, saranno disciplinate le procedure per la produzione della cozza nera tarantina, i suoi standard di qualità e la tracciabilità. I mitilicoltori che aderiranno dovranno rispettare l’ecosistema, controllare la produzione dei rifiuti e applicare le procedure per limitare l’impatto ambientale.

Questo risultato è il frutto del progetto “ReMar Piccolo: natura e tradizioni per rivivere il mare”, realizzato dalla mia amministrazione grazie all’assessorato all’Ambiente guidato da Paolo Castronovi e all’assessorato allo Sviluppo Economico e Marketing retto da Fabrizio Manzulli.

Per questo progetto Taranto otterrà un finanziamento del Por Puglia 2014/2020 – Asse VI – Azione 6.6. Sub-Azione 6.6.A “Riqualificazione Integrata dei paesaggi costieri”.

La cozza tarantina diventa un’eccellenza riconosciuta e, posso garantirvelo, siamo solo all’inizio del riscatto di tutta la nostra cultura agroalimentare.

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