Indotto ex Ilva, Melucci: «Acciaierie d’Italia abbia più rispetto per le aziende locali»



Lo scontro tra ex Ilva e Peyrani è rappresentativo di come il rapporto tra grande industria e tessuto produttivo si sia irrimediabilmente sfilacciato.

È un tema che sosteniamo da tempo, ossia che l’impianto siderurgico non apporti più alcun vantaggio al territorio, se non molto marginale. Per questo insistiamo col dire che siano maturi i tempi per definire una strategia di uscita graduale e concordata, per scrivere quell’accordo di programma che disegni la nuova forma del rapporto tra città ed ex Ilva.

Peyrani, azienda che opera nel nostro porto da decenni, è creditrice di somme ingenti da parte di Acciaierie d’Italia e la sua condizione è, purtroppo, condivisa con tante altre aziende dell’indotto. Se per queste realtà produttive il rapporto con l’ex Ilva è oggi un problema, un freno allo sviluppo e non più un’opportunità, è chiaro a tutti come serva correre ai ripari.

Se Acciaierie d’Italia ricorre all’espediente della sostituzione, infatti, per aggirare l’ostacolo delle aziende che sospendono i servizi a fronte di crediti insoluti, non potranno certo stare tranquille le aziende subentranti perché il medesimo schema finirà per colpire anche loro.

Né può permettersi, sempre Acciaierie d’Italia, a giustificare i suoi ritardi nei pagamenti opponendo vicende che riguardano la gestione interna delle aziende creditrici. Dovrebbe avere più rispetto per chi contribuisce a creare il valore della sua produzione.

Valesse questo principio, la popolazione tarantina avrebbe tantissimo da rivendicare nei confronti dell’ex Ilva.

Non c’è più tempo, scriviamo l’accordo di programma e restituiamo al territorio la serenità che merita. Quella serenità sulla quale avevamo iniziato a lavorare e che consentirebbe a tutti, cittadini, lavoratori e imprenditori, di scrivere una pagina nuova e alternativa della storia sociale ed economica di Taranto.

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