IL SENATORE EUGENIO FILOGRANA LANCIA IL PROGETTO DI RICERCA ONCOLOGICA POLO IONICO SALENTINO EX ILVA

Il Sen. Eugenio Filograna lancia il progetto di ricerca oncologica polo ionico salentino 'ex ILVA, prevalentemente rivolto ai bambini. Sistema di monitoraggio sanitario territoriale


Sarà presentato a Taranto presso l’Hotel Mercury (già hotel Delfino) giovedì 21 aprile alle ore 11:00 un sistema a misura di una medicina territoriale, capace di coinvolgere i presidi sanitari (non solo gli ospedali) a partire dalle farmacie. Il progetto prevede anche ambulatori mobili con strumentazione all'avanguardia, ideali per la sensibilizzazione e l'attuazione di 'esami' in loco, in sinergia con le strutture di ricerca universitaria, alcune delle quali già contattate e partner dello stesso progetto le quali raccoglieranno, lavoreranno e studieranno i dati raccolti. L’obiettivo è quello di arrivare ad una struttura che curi i bambini affetti da cancro e gli adulti colpiti da malattie ambientali. La struttura dovrebbe nascere in edifici da riqualificare, alcuni dei quali sono già in fase di valutazione. Nel 2012 il prof. Rosario Polizzi fu ideatore e redattore del Progetto della Scuola di Medicina per uno screening sul danno ambientale da presenza di ILVA. Già Coordinatore del corso di laurea in Medicina all'Università di Bari,Direttore Scientifico dell’Istituto Tumori-IRCCS “Giovanni Paolo II. La prima bozza del progetto del prof. Polizzi risale al 2012 e rivisto nel 2018, col titolo 'ILVA. Sistema di monitoraggio sanitario territoriale.

Secondo Polizzi, oggi, nonostante siano passati dieci anni: “il progetto ha ancora più valenza, perché i danni ambientali sono aumentati, la situazione complessiva è peggiorata, tanto più con le mancate bonifiche”. Cresciuta è la sensibilità della popolazione, sempre più spesso costretta a migrare al Nord, verso ospedali pediatrici con reparti di oncologia, tra tutti Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Ad oggi nel Sud manca una vera struttura pediatrica oncologica, di cui lo studio potrebbe essere il primo step. Il progetto necessita infatti di ospedale di riferimento. “Quando a suo tempo lo illustrammo trovammo il consenso di molti professionisti, soprattutto dei medici di Medicina generale. Ma non c'è stato l'interesse auspicato dei livelli istituzionali regionali e nazionali, motivo per cui è rimasto al palo”. Oggi, rimanendo l'obiettivo il medesimo, in assenza di contributi pubblici “Dovrebbe intervenire il cosiddetto privato sociale”.

Monica Fornier, laureata e specializzata in oncologia medica in Italia, seconda specialità in oncologia medica presso il centro di eccellenza Memorial Sloan Kettering Cancer Center di NY. Attualmente Professore associato al Memorial Sloan Kettering Cancer Center e Weill Cornell Medical College, Si occupa soprattutto di ricerca clinica per pazienti affetti da tumore mammario, nonché di salute dell’osso. La Fornier è stata principal investigator di numerosi protocolli di ricerca clinica e autrice di numerosi lavori e pubblicazioni.

Ha deciso, a livello personale, di dare un contributo a questo progetto, perché lo ritiene di grande interesse e rilevanza per il monitoraggio delle patologie, in particolare oncologiche, provocate da danni ambientali. “I dati raccolti - spiega - potranno permettere un approccio alla prevenzione, alla diagnosi e alla terapia. E consentiranno anche di studiare in modo più approfondito le cause ambientali che conducono alla malattia”. Secondo la dottoressa Fornier, in termini di studio e ricerca sulle malattie oncologiche provocate dai danni ambientali, negli ultimi anni si sono registrati a livello internazionale “enormi progressi scientifici in ambito oncologico, e in campo diagnostico e in campo terapeutico, grazie ad una comprensione dei meccanismi molecolari di crescita e sviluppo neoplastico e alla disponibilità di tecnologie, ad esempio la genomica, sempre più sofisticate”.

Tuttavia “lo studio delle patologie da danni ambientali è complesso e multifattoriale: c’è molto spazio per giungere ad una vera prevenzione primaria con l'adozione di interventi in grado di evitare o ridurre a monte l'insorgenza e lo sviluppo di malattie”.

Il sen. Eugenio Filograna si è fatto promotore del progetto a Taranto attuando le strategie per portarlo a compimento.

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