Eugenio Filograna: “Il mio progetto per Taranto”

Il candidato Sindaco di Autonomi e Partite IVA si presenta alla città

Sen. Filograna perchè ha creato il Movimento Autonomi e Partite Iva?

La necessità è stata percepita a Milano quando diverse persone hanno tentato il suicidio diversi anni fa. In molti si rivolsero a me, anche per un supporto psicologico. L’associazione è nata con una finalità di aiuto e piano, piano ha abbracciato le questioni politiche e culturali che generano questa disuguaglianza tra lavoratore con partita iva e lavoratore assunto a tempo indeterminato. Dalle partite iva micro si è passati a valutare le difficoltà delle aziende e degli autonomi. Entrambi vengono uniti da alcuni problemi di carattere generale, ad esempio quelli tributari, contributivi ed assistenziali. Insomma sono tanti i problemi che accomunano i lavoratori autonomi e le partite Iva. La nostra associazione è diventata un movimento culturale e politico e non è un caso che siamo arrivati a Taranto. Sui social abbiamo avuto circa un milione di associati da ogni parte d’Italia. Solo a Taranto sono circa 20mila gli iscritti sulla pagina nazionale.

Siete presenti in diverse amministrazioni pubbliche in Italia

Nelle precedenti consultazioni amministrative abbiamo partecipato alle elezioni insieme ad altri partirti come la Lega e il PD. Noi non siamo né di destra né di sinistra. I nostri obiettivi sono condivisi dalle persone di buona volontà, soprattutto dai politici che hanno, a loro volta, la partita iva e si rendono conto dei nostri problemi. In queste amministrative ci stiamo dedicando anche ad altri comuni e non solo a Taranto dove sono candidato sindaco. L’abbiamo già fatto a Cuneo, a Frosinone, nelle Marche. Per noi sono dei test per far notare l’esistenza del nostro movimento trasversale, ma soprattutto per lanciare un messaggio d’allarme per le imprese che sono in difficoltà. Il lavoro autonomo rappresenta il seme dell’economia italiana.

Quante partite Iva ci sono in Italia?

Erano 5 milioni e settecentomila. Oggi il Ministero ha aggiornato i dati: Siamo circa 4mln e duecentomila. Sono dunque diminuite per i fallimenti. Le gravi difficoltà legate al Covid hanno portato una moria soprattutto di quelle più piccole. Dal 2020 ad oggi ne sono scomparse quasi 750mila

Ma conviene ancora oggi aprire una partita Iva?

Molti l’aprono, senza conoscere le difficoltà di carattere burocratico alle quali vanno incontro, ma nemmeno i costi tributari. Ci vorrebbe un cambiamento radicale delle iniziative politiche nei confronti della macro categorie. Bisogna mettere insieme tutti gli autonomi e le partite iva in quanto rappresentano una ricchezza per lo sviluppo e il benessere sociale.

Pertanto inviterei tutti ad essere più prudenti ed il Governo ad essere più attento alle micro imprese e mettere giudizio nei confronti di chi svolge una attività in proprio, compresi gli avvocati e i commercialisti, i quali hanno ridotto il loro numero di iscrizione di circa il 20% negli ultimi 2/3 anni e questo la dice tutta. Molti professionisti sono andati via dall’Italia. Le partite iva bisogna farle nascere e non morire.

Vacche da mungere dal Governo” le hanno definite, per le tassazioni ed il costo della mano d’opera, a cui si è aggiunto il reddito di cittadinanza.

Una propensione politica di andare verso l’assistenzialismo, piuttosto della produzione di reddito reale. Questo è un periodo che dobbiamo superare. Il movimento è nato con questo intento. Noi non lo avremmo chiamato reddito di cittadinanza, ma lavoro per tutti e non avremmo escluso le micro partite iva che sono quelle che pagano il 70% di tasse e contributi. Il bilancio dello Stato ha un credito nei confronti dei cittadini Italiani, partite Iva e autonomi di mille miliardi in 7/8 anni di mancati versamenti di alcune categorie. La politica tributaria è sbagliata, noi vogliamo dare il nostro contributo per cambiare questo, a partire dai Comuni fino ad arrivare al Governo.

Lei si occupa di lavoro interinale

Io, tra le mie diverse attività, ho una società interinale.

Perché è entrato in politica

Sono entrato in politica per due argomenti particolari: il primo per la regulation di Forza Italia e il secondo per introdurre la flessibilità del lavoro con quello interinale. Ritenevo fosse utile sostituire gli uffici di collocamento con le agenzie private. Ha funzionato in quanto 700mila persone sono state introdotte

Dare il RDC, ma non sarebbe stato più opportuno fare formazione sul lavoro

Certo. Alle agenzie che sono super attrezzate ed efficienti sarebbe stato opportuno dare agevolazioni. Noi abbiamo un pregiudizio di fondo: quello del lavoratore dipendente legato alla contrattazione nazionale collettiva il quale dev’essere tutelato in maniera eccessiva. Chi si occupa di questo sta commettendo un errore cioè quello di andare a toccare con mano l’interposizione di mano d’opera che è una cosa assolutamente vietata nel nostro paese, bisognerebbe trattare il lavoratore come una qualunque unità lavorativa come avviene in tutto il mondo per essere più in grado di dare opportunità di lavoro. Quello del reddito di cittadinanza o quota 100 è stat