CONFINDUSTRIA TARANTO: INDOTTO EX ILVA, LETTERA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MARIO DRAGHI

Il Presidente di Confindustria Antonio Marinaro, dopo aver raccolto le istanze delle imprese dell’indotto ex Ilva di Taranto, scrive al Premier Draghi. Preoccupazione viene espressa inoltre da Confindustria in merito ai risvolti giudiziari registratisi negli ultimi giorni e riguardanti il futuro della fabbrica.



Essere protagoniste di un cambiamento ancora possibile, partecipare ai processi di trasformazione che possano rilanciare la fabbrica e riaffermarne la sua centralità in ambito nazionale”.

E’ questo il sunto della lettera che il Presidente di Confindustria Antonio Marinaro ha inviato al Presidente del Consiglio Mario Draghi dopo aver raccolto le istanze formulate dalle imprese dell’indotto ex Ilva di Taranto.

Imprese che ancora oggi tornano ad assistere pressoché impotenti ad una serie di vicende che arrivano a sovraccaricare di aspetti importanti e delicatissimi la già complessa ripartenza dello stabilimento siderurgico.

Il riferimento è, dopo la sentenza del Tar di Lecce che dispone a 60 giorni lo spegnimento degli impianti dell’area a caldo, la richiesta di confisca degli impianti formulata ieri dai PM nell’ambito del processo sui reati ambientali: aspetti che, al di là della evoluzione dei rispettivi iter giudiziari, riaccendono prepotentemente i riflettori sulla complessa storia del centro siderurgico e sui suoi risvolti sociali prima ancora che economici e produttivi.

Forte è la preoccupazione di Confindustria Taranto rispetto agli scenari – al momento difficili da delineare – che potrebbero presentarsi a breve, e che, sia pur legati ai tempi della giustizia, ancora nella fase preliminare, non possono indurre ad alcuna sottovalutazione delle possibili conseguenze, per la fabbrica e per il territorio.

L’appello che intanto le imprese dell’indotto, protagoniste loro malgrado, negli ultimi sei anni, di una serie di situazioni altalenanti e spesso penalizzanti, lanciano al neo Presidente del Consiglio Mario Draghi attraverso il Presidente Marinaro, va essenzialmente nella direzione di un nuovo approccio del Governo centrale in rapporto agli stakeholders del territorio jonico.

In questo momento così critico della storia del Paese, in cui, pur in presenza di una forte conflittualità politica ed in piena crisi da emergenza epidemiologica, la Sua indiscussa capacità di essere collettore di varie istanze ha prodotto un’inedita convergenza fra forze politiche diverse per il bene comune Le chiediamo di mettere in atto per Taranto la stessa strategia, coinvolgendo le autorità locali del Comune, della Provincia e della Regione, affinché si giunga ad un percorso condiviso e lo si rispetti seriamente fino a compimento. Gli obiettivi di governo da Lei individuati – prosegue nella lettera il Presidente Marinaro - di rilancio, transizione energetica e modernizzazione sono riassunti nella storia industriale che più di altre ha caratterizzato, negli ultimi 56 anni, la città e la sua provincia. Taranto potrà diventare il simbolo della riuscita di questo ambizioso programma. Diversamente – questa la conclusione dell’appello, al termine del quale il Presidente Marinaro esprime fiducia nell’intervento del Governo - il rischio incombente è quello di una distruzione ambientale ed economica, che porterà, inevitabilmente, ad una pericolosa situazione di forte tensione sociale”.




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